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martes, 16 de enero de 2018
Sono Margherita, ho 27 anni e ho speso quest’anno in Spagna
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Sono Margherita, ho 27 anni e ho speso quest’anno in Spagna, come volontaria del Servizio Civile presso il collegio salesiano San Rafael y Vicente a San Josè del Valle, un piccolo paese di 3000 anime in provincia di Cadice.

Quando sono arrivata a settembre devo ammettere che le prospettive non sembravano rosee: il paese è piccolo, i ragazzi del collegio un po’ problematici e in più parlano un dialetto stretto, che poco ha a che fare con lo spagnolo che si studia sui libri. Sarei riuscita ad adattarmi alla nuova realtà? Se sono passati 9 mesi e sono qui a scrivere una lettera di incoraggiamento evidentemente è andato tutto per il verso giusto.

Questi mesi hanno avuto un forte impatto su di me e i motivi sono talmente tanti che ne elencherò solo alcuni. È vero che il servizio civile ci viene ufficialmente presentato come un anno di volontariato, ma io non sono d’accordo. Il servizio civile è vero e proprio lavoro, e in quanto tale ti forma. Professionalmente e personalmente.

Per esempio, io mi sono laureata in lingue e qui, insegnando inglese a ragazzi spagnoli, per la prima volta ho avuto l’opportunità di  creare delle competenze professionali per entrambe le lingue che ho studiato. Ma questo è solo un piccolo contributo alla mia crescita, se considero che quest’anno mi ha portata a conoscere persone a cui ora mi sento molto legata, prime fra tutte le mie colleghe di servizio nonché coinquiline, secondariamente i ragazzi con cui lavoriamo, e poi molte persone del paese, che ci hanno accolto da subito come la novità esotica e come nuove amiche.

In questi mesi abbiamo lavorato tanto e questo ci fa apprezzare ancora di più l’estate andalusa, che inevitabilmente porta feste, spiagge e tanto caldo. Ci tengo a sottolinearlo perché il tempo libero che abbiamo è anche una parte importante della nostra vita qui, e adesso che è estate è di altissima qualità. La vita costa poco  e la possibilità di avere a portata di mano una spiaggia con chiringuitos e amici non te la dà qualsiasi posto né tantomeno qualsiasi lavoro.

Un’ultima parola la vorrei spendere sul perché è stata un’esperienza positiva lavorare con i salesiani. Ci sono pochi posti di lavoro e pochi colleghi che ti accolgono come se tu entrassi a far parte di una famiglia. i salesiani lo fanno. In effetti, nessuna scuola salesiana, nessun oratorio e nessuna chiesa si chiamano coi loro nomi effettivi: vengono tutti chiamati “casa”.  Perciò, se volete sentirvi parte di una famigli allargata che parla andaluso, unitevi ai salesiani di San Josè del Valle. Ne vale la pena.

Per qualsiasi consiglio o dubbio, contattatemi pure via mail: marghe.retta@libero.it

. Risponderò molto volentieri J

Un saluto,

Margherita

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